I bioritmi sono reali? Storia e critiche
La teoria dei bioritmi e popolare dagli anni Settanta, ma la scienza regge? Uno sguardo onesto alla storia, agli studi e al perche le persone vi trovano ancora valore.
I bioritmi hanno una storia curiosa. Sono entrati e usciti dalla cultura popolare, hanno attratto sia ricercatori seri sia appassionati devoti, e ora occupano uno spazio confortevole nel mondo delle pratiche di auto-riflessione. La risposta onesta alla domanda se siano reali e al tempo stesso piu semplice e piu sfumata di quanto suggeriscano la maggior parte dei difensori o dei detrattori.
La teoria e le sue origini
Il modello bioritmico moderno prese forma tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, costruito sul lavoro indipendente di Wilhelm Fliess, Hermann Swoboda e Alfred Teltscher. Proposero che un ciclo fisico di 23 giorni, un ciclo emotivo di 28 giorni e un ciclo intellettuale di 33 giorni inizino alla nascita e proseguano per tutta la vita. I cicli venivano descritti come onde sinusoidali, che salgono ai picchi e scendono ai minimi a intervalli regolari e matematicamente prevedibili.
La teoria guadagno terreno presso il grande pubblico negli anni Settanta, quando diversi libri popolari e i primi programmi per computer resero facile alle persone comuni tracciare i propri cicli. In quel momento di apice, i bioritmi furono abbracciati da alcuni allenatori sportivi, compagnie aeree e autori di self-help come un vero strumento di prestazione.
Cosa ha trovato la ricerca
Quando i ricercatori indagarono le affermazioni, i risultati furono costantemente negativi.
Gli studi esaminarono se gli atleti rendessero meglio o peggio nei giorni di ciclo alto o basso previsti. Verificarono se i tassi di incidenti aumentassero nei giorni critici. Misero alla prova se gli studenti ottenessero punteggi migliori agli esami durante le fasi intellettuali alte. Attraverso queste e altre indagini, pubblicate su riviste con revisione paritaria tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, non venne trovato alcun effetto statisticamente significativo.
Una rassegna del 1998 dei ricercatori Douglas Hines e altri, spesso citata come definitiva in questo campo, concluse che la teoria dei bioritmi non aveva retto allo scrutinio empirico. Il consenso scientifico e rimasto stabile da allora: non esistono prove credibili che i bioritmi operino come affermato.
Perche l’idea persiste
La persistenza dell’interesse per i bioritmi nonostante le prove negative merita essa stessa di essere compresa. Diversi fattori probabilmente contribuiscono.
In primo luogo, i cicli suonano plausibili. La biologia umana opera davvero su ritmi: cicli circadiani, fluttuazioni ormonali, cicli del sonno. L’idea che esistano cicli piu lunghi e fissi non e assurda di per se, anche se si rivela non supportata.
In secondo luogo, il bias di conferma e potente. Quando la carta dice che il tuo ciclo fisico e alto e fai un buon allenamento, te lo ricordi. Quando la carta dice che il tuo ciclo fisico e alto e ti senti fiacco, e piu facile dimenticarlo o spiegarlo via. Col tempo, le coincidenze si accumulano nella memoria e i mancati riscontri svaniscono.
In terzo luogo, i cicli sono abbastanza generici da sembrare applicabili. Quasi tutti si sentono piu pieni di energia in certi giorni rispetto ad altri. Quasi tutti hanno periodi di sensibilita emotiva. Una cornice che descrive questi schemi universali risuonera sempre in una certa misura.
La ragione di un uso riflessivo
Niente di tutto cio significa che la pratica sia priva di valore. Il calcolatore dei bioritmi e la guida alla lettura della carta sono pensati per chi vuole esplorare cosa potrebbero significare i cicli per se, non come sistema predittivo garantito, ma come spunto per l’auto-osservazione.
Fare il punto con regolarita sui tuoi stati fisici, emotivi e intellettuali e davvero benefico a prescindere dal fatto che un ciclo fisso li governi. La carta puo essere lo spunto che crea quell’abitudine, e l’abitudine stessa ha un valore reale.
Una posizione curiosa e onesta
La posizione piu difendibile sui bioritmi e qualcosa del tipo: le affermazioni specifiche non sono provate, le prove scientifiche sono negative, eppure la pratica della riflessione ritmica su di se ha una propria integrita. Puoi tenere entrambe le cose insieme. La teoria puo essere sbagliata e la pratica puo comunque valere qualcosa per te.
Questa non e una contraddizione. E semplicemente la posizione onesta di chi ama esplorare gli schemi senza bisogno di sopravvalutare cio che gli schemi dimostrano.
Domande frequenti
Esistono prove scientifiche dei bioritmi?
No. Diversi studi controllati non sono riusciti a trovare correlazioni statisticamente significative tra le posizioni dei cicli bioritmici e risultati reali come la prestazione atletica, i tassi di incidenti o i risultati accademici.
Perche alcune persone sentono che i cicli corrispondono alla loro esperienza?
Il bias di conferma gioca probabilmente un ruolo: tendiamo a notare e ricordare i casi in cui lo schema funziona e a trascurare i molti casi in cui non funziona. I cicli sono anche abbastanza generici da sembrare applicabili a molte situazioni.
I bioritmi sono mai stati presi sul serio dai ricercatori?
Si, in particolare negli anni Settanta quando la teoria visse un'ampia rinascita popolare. Diversi gruppi accademici studiarono le affermazioni e trovarono costantemente nessun effetto affidabile. Il consenso tra i ricercatori e che la teoria dei bioritmi non e supportata da prove.
Le carte bioritmiche possono comunque essere utili se la teoria non e provata?
Molte persone trovano valore nell'usarle come strumento di riflessione e consapevolezza di se piuttosto che come sistema predittivo. La domanda non e se i cicli siano reali, ma se la pratica di fare il punto su te stesso con regolarita sia preziosa, e per molte persone lo e chiaramente.
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